Capanne in Pietra a Secco

Complesso agro-pastotale “La Valleta” – Mandre di Pallante

Il territorio di Roccamorice racchiude un patrimonio storico e antropologico di inestimabile valore per la presenza di oltre 250 capanne in pietra a secco. Costruite a partire dai primi anni del 1800, vennero realizzate da contadini e pastori e utilizzate principalmente come ricovero temporaneo per se stessi e deposito di attrezzi agricoli. A differenza di quanto avveniva in tutto Abruzzo e non solo, i pastori locali, a causa del ridotto numero di capi di bestiame in loro possesso, non praticavano la tradizionale transumanza, la quale prevedeva di dover effettuare un pellegrinaggio con il gregge dai rispettivi territori fino alla Puglia. Questo rese necessario l’instaurarsi di una pastorizia stanziale e la nascita di collaborazioni tra i pastori autoctoni tramite la cosidetta Morra. Inoltrel’aumento della popolazione e le conseguenze del post feudalesimo, costrinse anche gli agricoltori a spostare i terreni per la coltivazione a quote più elevate. La necessità quindi di spietrare i campi coltivati per continuare a lavorare, di accumulare le pietre e la distanza inevitabile dal paese, fecero nascere la tradizione costruttiva delle capanne in pietra a secco necessarie sia ai pastori che agli agricoltori. Innalzate con un ingegnoso sistema di costruzione, senza l’uso di cementi, il principio su cui si basano non conosce i fondamenti ingegneristici né degli archi, né della volta. L’elevazione avviene infatti per sovrapposizione concentrica a rastremare di ricorsi di pietre: in sostanza, ogni giro viene poggiato su quello inferiore, spostato leggermente verso l’interno di qualche centimetro. In questo modo, a fine costruzione, solo un’ultima pietra poggia sulle altre a chiudere la pseudo-volta così realizzata. La struttura non implode perché ogni pietra risulta concatenata a spinta con le vicine. Diversi inoltre sono i metodi usati per creare gli ingressi alle capanne. Questi variano dal semplice architrave orizzontale fatto con un unico blocco di pietra allungato, a forme di archi o triangoli di scarico, ottenuti con varie pietre puntellate le une contro le altre. Nel Parco Nazionale della Majella sono presenti diversi sentieri tematici per ripercorrere i passi dei pastori. E’ possibile immergersi nel panorama dell’architettura in pietra a secco abruzzese e assaporare la fantastica visione paesaggistica offerta dalle alte quote.